570. Da Solitario Libero e Graffiante

scritto da Dantaligo
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
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Indovinello facile facile ma con due soluzioni. Sono chi sono e non sono chi sembro...ma mi svelo solo alla fine, all'ultimo mezzo verso, anzi settenario...
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Testo: 570. Da Solitario Libero e Graffiante
di Dantaligo

570. Da Solitario Libero e Graffiante [05_08_2025]
[Sonetto molto allungato]

Mi aggiro per il mondo in libertà,
non ho bisogno che un altrui mi affianchi
o d'associarmi a quei rissosi branchi
che aumentino la mia aggressività.

Di corpo e pur di mente ho agilità
e s'anche a volte posso prender granchi
non ho gran simpatia pei nati stanchi
e per chi insulta mia genuinità.

Faccio "ron ron" se l'uno m'accarezza
e lo ricambio in altrettanto affetto,
ma chi mi tende odioso trabocchetto
si pentirà per sua insensatezza.

Se sembro addormentato per stanchezza
non son di certo proprio un angioletto:
subito annuso personaggio abietto
che i conti dovrà far con mia sveltezza.

Non pettinarmi contropelo mai
ovvero contrastare senza senso
quello a cui in buona fede son propenso
se vuoi restar tranquillo fuor dai guai.

Se poi sul muso mio iroso abbai,
con dono micidial ti ricompenso:
un bel graffione[*] dal dolore immenso,
ti udranno pure i sordi pei tuoi lai.

Ho la memoria lunga da elefante:
se m'hai fatto venire il pelo dritto
la schiena arcuata e il baffo ben vibrante

scappa di corsa...anzi a capofitto...
Da Solitario Libero e Graffiante
il Gatto sono (...e specie il Sottoscritto...)   ;-)


[*] graffione = nel duplice significato di accrescitivo di "graffio di felino" e di utensile a uncino o forchettone per carne o arma da assedio...


[Dantaligo]

570. Da Solitario Libero e Graffiante testo di Dantaligo
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